venerdì 23 ottobre 2015

Vietnam #1 Ho Chi Minh museum



I’d be a liar if I had to say that my Vietnam travel was unforgettable. The expectations that I had to this battled country, speaking in all senses, walked into my head bringing me into a world where the old turns into an antique shape and pollution becomes an exotic fragrance… You know what I mean?

For better or for worse I expected to find a strong identity community, something that I search for in every culture far from mine. With hunger, I want to see, I want to understand… Well no, not here. I guess what I was expecting was China, or what it  represents to me. Grand, strength. In facts they are look alike countries only by a geographic boundary. Almost everything that captured my attention during three weeks of travel, from Ho Chi Minh City (old Saigon) to Hanoi passing through Da Nang, had something French or Chinese.

Mentirei se dovessi dire che il mio viaggio in Vietnam è stato indimenticabile. Le aspettative che avevo verso questo paese combattuto, in tutti i sensi, camminavano nella mia testa portandomi in un mondo dove idealmente il vecchio prende la forma di antico e l'inquinamento diventa aria esotica.

Mi aspettavo nel bene o nel male di trovare un popolo dalla forte identità, cosa che ricerco ed osservo affamatamente in qualunque cultura a me estranea, voglio vedere, voglio capire... Non qui, no, credo di essermi aspettata la Cina, vicina solo per confine. Quasi tutto quello che ha catturato la mia attenzione durante le tre settimane di viaggio, percorse partendo da Ho Chi Minh City (ex Saigon) fino ad Hanoi, passando per Da Nang, avevano qualcosa di Cinese o Francese
.




Foolishly I catched a plane imagining paddies and cone hats totally forgetting about the bombs, without thinking about those near but very far 50 years ago, and I realized that I couldn’t ever understand a single thing. What I could do instead was to dive into this narrow piece of earth leaving behind all previsions and try to find beauty in every hidden corner, color, bite of street food, overcrowded street.


Stupidamente ho messo i piedi su un aereo immaginando risaie e cappelli di paglia a cono senza ricordarmi delle bombe, senza pensare ai vicini lontanissimi 50 anni fa, e ho realizzato che non avrei potuto capire niente. Ma quello che si potevo fare era tuffarmi in questo stretto pezzo di terra lasciando perdere le previsioni e inseguire la bellezza negli angoli nascosti, nei colori, bocconi di street food, stradine sovraffollate.







I also came up with one more thing. I sensed that “decadent” probably was the more suitable word to deal with into this adventure, and to be straight away faithful to the word I thought to share this pictures taken at the Ho Chi Minh City museum. Neoclassic building erected in 1886 designed by the french architect Foulhoux, dedicated to the history of Vietnam and its revolution against the French and Americans, chronicled through photographs, newspapers cut outs and war equipments.

Ho capito anche un'altra cosa. Ho intuito che "decadente" era probabilmente la parola più consona per percorrere questa avventura, e per iniziare subito ad essere fedeli alla parola ho pensato di condividere queste foto scattate nel museo di Ho Chi Minh City. Edificio costruito nel 1886  in stile neoclassico disegnato dall'architetto francese Foulhoux dedicato alla storia del Vietnam, in particolar modo alla sua ribellione contro Francesi e Americani, il tutto documentato attraverso fotografie, ritagli di giornali e attrezzi di guerra.




Certainly it’s worth to visit this charming structure especially to appreciate the architecture, the high rooms and corridors, the contrast between the cyanotic colors for the exteriors and more warm palettes for the interiors. Maybe now I know where “L’ amant” was filmed. To complete the vintage mood, aroud the patio there’s a small car exposition from the 50’es.

Be careful when you step out, better, watch your step during the whole stay in planet Vietnam. But this is another story (to be continued)…
Attenzione al fiume in piena di motorini quando uscite, anzi attenzione proprio per tutta la durata del soggiorno in suolo vietnamita. Ma questa è un'altra storia (to be continued)…


Vale la pena visitare questa incantevole struttura soprattutto per apprezzarne l'architettura, i corridoi e le stanze alte, il contrasto tra i delicati colori pastello cianotici usati per gli esterni e l’attenzione verso i colori più caldi negli interni. Forse ho capito dove è stato girato "L' amant". A completare l'opera vintage una mini esposizione di vecchie auto anni 50 nel patio (purtroppo poco curato) che costeggia tutto il perimetro del museo.








museum of ho chi minh city

65 Ly Tu Trong, District 1
Ho Chi Minh City

Mon/Sun Lun/Dom
8:00am - 5:00pm