giovedì 19 febbraio 2015

Ex resident syndrome


The predilection for every ex resident of an exotic country is to magnify its wonders, but especially to avoid the mainly touristic areas. A) innocent snobbery B) to avoid meeting his citizens, that after making sure of his origin (with particular attention to the region) that he has in common with them, entertaining him with exhausting speaches and stereotypes, political and geographical. That means  taxes, weather, football. But please don’t think that is just too sophisticated, he awares that sometimes the stereotype is him. He wander as a mozzarella with his giant straw hat (feeling a bit 'Karen Blixen / Denis Finch Hatton) and his totally naïf kimono seeking out those little corners of paradise fantasizing that they’ve been reserved for him. As an illusion when he finds it he thinks that it was there all that time craving for him. Basically he wants to get back to that nostalgic small dose of having been himself, along the borders of his private parallel world. Pretty cool in that state, better if is it in a beach. Playa Palenque, an hour and a half west of Santo Domingo I’m shamelessly honest doesn’t worth the trip if you come from faraway places and you fancy a beach vacation + Cuba libre. Go that way if you are in the first category listed or if you want to buy dinner in one of the wooden houses of fishermen who (almost) every day can offer you some Dorado, Meru or Chillo, or if all else fails you can ask for a huge portion of deep fried platanos (tostones). If you must play the radical chic role do it well ;)

La predilezione per ogni ex residente di un paese esotico è decantarne le meraviglie, ma soprattutto di evitare accuratamente le zone turistiche che la popolano. A) per innocuo snobismo B) per evitare di incontrare i suoi concittadini, i quali dopo essersi accertati di una possibile comune provenienza (con particolare attenzione per la regione), si prodigano in estenuanti trattati e stereotipi politici e geografici. Quindi tasse, meteo, calcio.  Ma non pensate che sia esclusivamente un tipo troppo sofisticato, anzi spesso è consapevole di essere lui stesso uno stereotipo. Vaga come una mozzarella indossando cappelli di paglia giganti (sentendosi un po' Karen Blixen / Denis Finch Hatton) ed i suoi kimono naïf totalmente fuori contesto andando alla ricerca di quei piccoli angoli di paradiso che fantastica siano stati riservati per lui. Come un'illusione, quando li ritrova, pensa che in qualche modo e per tutto quel tempo lo abbiano aspettato. Che poi in fondo gli piace rivivere quella piccola dose di se stesso ai confini di un riservato mondo equivalente. In quello stato dice che si sente bene, meglio se si trova su una spiaggia. Playa Palenque, ad un'ora e mezza circa ad ovest di Santo Domingo, sono spudoratamente sincera, non vale il viaggio se venite da posti lontani e avete voglia di una vacanza spiaggia + Cuba libre. Passate di là se siete della categoria prima descritta o se avete voglia di acquistare la cena in una delle casette in legno dei pescatori che (quasi) ogni giorno vi posso vendere Dorado, Meru, Chillo, o male che vada vi possono offrire un piatto abbondate di platano fritto (tostones). Se dovete proprio fare i radical chic fatelo bene ;)









I was wearing
Zara jeans shorts
Forever 21 Kimono
Superga sneakers
Amber + Caoba necklace (Dominican Handcraft)
Vintage wide brim straw hat