giovedì 20 marzo 2014

Borderline merging


So here it goes. after the overused mix and match, comes its correct successor of concept: the borderline merging. Not saying that it isn't a blood relative, but I think that the fusion add a special oniric flavor where things are combined, they cross each other in a totally personal way, objects, clothes become an unconventional panorama, not just to shock, but also to declare its independence in respect of the things we surround ourselves, about what we wear, how we place furniture piece in our houses. And if Givenchy did it by making us dream with Bambi, Diesel with his #DieselReboot campaign gave a white wall that daily it's fullfilled by the net artists concepts. Seletti offered it with the Hybrid collection flattering the porcelains of the Royal Albert allure and Kartell with the Masters chairs wich combines 3 famous chairs to define its shape (...) samples beyond many other situations that in this times represented the merging sense. I'm a big fan of "my way" and I don't like to think that it might be only a point of view, a pre-assembled outfit or an object for every single function. Each of us in need or taste must be authorized to use, destroy, make an icon or deconstruct what the market offers us. Obvious? Sure, but in the times in which it is increasingly present the "total look" in fashion such as in design, it is worth to have a post-it reminder. Ode to the neurotic fantasy: the real designer is the ordinary person who makes a synthesis of our society, combining need and aesthetic, a mirror worth to be reflected in and observe carefully. Always.

Va così. Dopo il tanto abusato mix and match, arriva il suo corretto successore di concetto: la fusione borderline. Non che non sia un suo parente stretto, ma credo che la fusione aggiunga in sé una speciale miscela onirica di sapori dove le cose si combinano, si attraversano in un modo del tutto personale, gli oggetti gli abiti diventano un panorama non convenzionale, non tanto per spiazzare, quanto per proclamare la propria indipendenza rispetto alle cose delle quali ci circondiamo, indossiamo, mettiamo come pezzo d'arredo nelle nostre case. E se Givenchy lo ha fatto facendoci sognare con Bambi, Diesel con la sua campagna #DieselReboot da un muro bianco agli artisti della rete che quotidianamente propongono i loro scenari contemporanei. Seletti lo ha proposto con la collezione Hybrid, che corteggia l'allure delle vecchie porcellane stile Royal Albert e Kartell con la sedia Masters combinando 3 celebri sedute (...)
esempi tra tante situazioni che negli ultimi tempi hanno rappresentato il senso di fusione. Sono da sempre una fan del "a modo mio" e non mi piace pensare che esista un unico punto di vista, un precomposto outfit o un oggetto che assolva una funzione soltanto. Ognuno di noi a esigenza o gusto deve essere autorizzato a usare, distruggere, iconizzare o destrutturare quello che il mercato ci propone. Ovvietà? Si certo, ma nei tempi in cui è sempre più presente il "total look" tanto nella moda quanto nel design penso valga la pena ricordarlo. Ode alla fantasia nevrotica: il vero designer è la persona comune che riesce a fare una sintesi della nostra società, combinando esigenza ed estetica, uno specchio in cui vale la pena riflettersi e osservare con attenzione. Sempre.










Juicy Salif Alessi - Spider Man
Falkland lamp Danese - Jack Skeletron
lounge chair and ottoman - Wall E
Castore lamp Artemide - Monsters & Co.
Carl Fredricksen Up -  Cassina LC2
Bloom lamp Kartell - Tinkerbell
Up B&B italia - Brave
I was wearing:
Scott & Co. London Label hat
Givenchy (bought here LuisaViaRoma)
Yves Saint Laurent classic Y satchel
Zara faux phyton leather pants