venerdì 28 marzo 2014

I do like fit, but I rather fit it.


An if you're thinking that the headline is awful you're propably right. Seriously, I don't even know if is something even lightly reliable to english, but you know what? I think it sound just perfect, or at least it fits (ops again) at best to the mood I'm in every time that I wear some fitness clothes, beacuse I don't know you but my closet is really lacking about this subject.

I guess that it's because of my damn laziness that would like an impeccable and hyper technical outfit, fullfilled by ear cuffs, training apps, navigator sense sportwatches, training gloves, ropes (that not even Rambo), magically appearing to command... But no. Punished by a mirage, on my hooks: jeans, white shirts and sequins.

Definitively I'll say yes, I rather wear sports than doing it (need to do somenthing about this), and I've done many, even if dancing is still the one I love most besides swimming and fray shoes in week ends or whenever I explore new places (like that time in Beijing, destroyed two sneakers).

So, to avoid mistakes I wear my Nike, pull out my baggy pants and a tee that matches a piece of cloth bought in Shibuya ('cause everyone matches the shoes but I begin with hats. Most of times) that I couldn't wait to try it this way, that is tied around the head under a simple beanie.

Lately is something that I'm doing often, I like the multilayered effect, most of all it the hat/cap/beanie is color block and the fabric under is hyper colored to have a great constrast (like here). To say the truth I don't even know if it's a foulard, something tells me that is used to fold bento... By the way who cares? For me fabric is fabric. Especially if it's beautiful.

E se state pensando che il titolo è terribile probabilmente avete ragione. Lo so che è terribile tradotto in italiano, e seriamente non ho la più pallida idea se lo scioglilingua sia minimamente avvicinabile ad un inglese accettabile... Ma sapete cosa? Credo suoni perfetto, o perlomeno penso si adatti al meglio ogni volta che mi capita di indossare abbigliamento sportivo, perchè non so voi ma il mio guardaroba è davvero scarso in questo tema.

Suppongo che sia colpa del maledetto lato pigro vorrebbe un'outfit impeccabile ed ipertecnico, completo di applicazione training, polsini, orologio, corda (che manco Rambo) e quant'altro materializzato a comando... Ma niente. Punito da un miraggio, sulle grucce: jeans, camicie bianche e paillettes.

Direi di si, lo sport mi piace farlo ma preferisco vestirlo (devo rimediare assolutamente), nonostante ne abbia fatti parecchi, anche se la danza è tutt'ora quello che preferisco, oltre a nuotare e consumare le scarpe nei week end o quando visito posti nuovi (tipo quella volta a Pechino, ne ho fatte fuori due).

Quindi per non sbagliare tiro fuori le mie Nike, ritrovo i miei pantaloni baggy ed una maglietta che si abbini al pezzo di stoffa comprato a Shibuya (perchè tutti abbinano le scarpe mentre io parto dai cappelli) che non vedevo l'ora di provare in questo modo, cioè legato intorno alla testa sotto un semplicissimo beanie.

Nell'ultimo periodo in effetti è qualcosa che faccio spesso, mi piace l'effetto multilayer, soprattutto se il cappello esterno è a tinta unita e la stoffa sotto per contrasto invece è ipercolorata (come qui). A dire il vero non credo sia un foulard, piuttosto penso serva a legare i bento... In fondo che importa? Per me tessuto è tessuto. Soprattutto se è bellissimo.














Nike free run 4.0
T.Shirt: Deha
Jacket: Pimkie

Bag LV neverfull monogram
Beanie: Made in Italy artisan (Monza)
Cloth: bought in Shibuya - Tokyo

giovedì 20 marzo 2014

Borderline merging


So here it goes. after the overused mix and match, comes its correct successor of concept: the borderline merging. Not saying that it isn't a blood relative, but I think that the fusion add a special oniric flavor where things are combined, they cross each other in a totally personal way, objects, clothes become an unconventional panorama, not just to shock, but also to declare its independence in respect of the things we surround ourselves, about what we wear, how we place furniture piece in our houses. And if Givenchy did it by making us dream with Bambi, Diesel with his #DieselReboot campaign gave a white wall that daily it's fullfilled by the net artists concepts. Seletti offered it with the Hybrid collection flattering the porcelains of the Royal Albert allure and Kartell with the Masters chairs wich combines 3 famous chairs to define its shape (...) samples beyond many other situations that in this times represented the merging sense. I'm a big fan of "my way" and I don't like to think that it might be only a point of view, a pre-assembled outfit or an object for every single function. Each of us in need or taste must be authorized to use, destroy, make an icon or deconstruct what the market offers us. Obvious? Sure, but in the times in which it is increasingly present the "total look" in fashion such as in design, it is worth to have a post-it reminder. Ode to the neurotic fantasy: the real designer is the ordinary person who makes a synthesis of our society, combining need and aesthetic, a mirror worth to be reflected in and observe carefully. Always.

Va così. Dopo il tanto abusato mix and match, arriva il suo corretto successore di concetto: la fusione borderline. Non che non sia un suo parente stretto, ma credo che la fusione aggiunga in sé una speciale miscela onirica di sapori dove le cose si combinano, si attraversano in un modo del tutto personale, gli oggetti gli abiti diventano un panorama non convenzionale, non tanto per spiazzare, quanto per proclamare la propria indipendenza rispetto alle cose delle quali ci circondiamo, indossiamo, mettiamo come pezzo d'arredo nelle nostre case. E se Givenchy lo ha fatto facendoci sognare con Bambi, Diesel con la sua campagna #DieselReboot da un muro bianco agli artisti della rete che quotidianamente propongono i loro scenari contemporanei. Seletti lo ha proposto con la collezione Hybrid, che corteggia l'allure delle vecchie porcellane stile Royal Albert e Kartell con la sedia Masters combinando 3 celebri sedute (...)
esempi tra tante situazioni che negli ultimi tempi hanno rappresentato il senso di fusione. Sono da sempre una fan del "a modo mio" e non mi piace pensare che esista un unico punto di vista, un precomposto outfit o un oggetto che assolva una funzione soltanto. Ognuno di noi a esigenza o gusto deve essere autorizzato a usare, distruggere, iconizzare o destrutturare quello che il mercato ci propone. Ovvietà? Si certo, ma nei tempi in cui è sempre più presente il "total look" tanto nella moda quanto nel design penso valga la pena ricordarlo. Ode alla fantasia nevrotica: il vero designer è la persona comune che riesce a fare una sintesi della nostra società, combinando esigenza ed estetica, uno specchio in cui vale la pena riflettersi e osservare con attenzione. Sempre.










Juicy Salif Alessi - Spider Man
Falkland lamp Danese - Jack Skeletron
lounge chair and ottoman - Wall E
Castore lamp Artemide - Monsters & Co.
Carl Fredricksen Up -  Cassina LC2
Bloom lamp Kartell - Tinkerbell
Up B&B italia - Brave
I was wearing:
Scott & Co. London Label hat
Givenchy (bought here LuisaViaRoma)
Yves Saint Laurent classic Y satchel
Zara faux phyton leather pants

martedì 11 marzo 2014

Whatever works


You just forget to pack. Better: you pack for couple of days and literally forget about the things you chose to wear the next 48 hours. I'm not one of those freak who controls twice or try all my shoe rack before making the best choice, less if I'm on holidays and everything that really gets me worried is to have legs and camera charged to discover the best views and corners of the place that I'm visiting. Another thing that really doesn't fits me is to make dramas. Have you forgot that perfect skinny Cayenne (love this trending color) shirt that matched at best your skirt? Ok, get over it and turn it into a dress, that's it. Let's clear this thing, I haven't discovered nothing new, and this belt enlacingn is something that I often do, specially with shirts. It's just that sometimes I like to remember that the best ideas come embraced by need, with few means and capacity to adapt. One of the best things that the Dominican Republic, life in general and design taught me. So, mood and outfit kept up; by the way as that guy said: "whatever works"....

Ti dimentichi di fare la valigia e basta. Meglio. Fai una valigia per un paio di giorni e ti dimentichi letteralmente dei vestiti che avevi scelto da indossare le seguenti 48 ore. Non sono una maniaca che controlla ossessivamente due o tre volte oppure si prova tutta la scarpiera prima di fare la scelta migliore, ancora di meno se sono in vacanza e tutto quello che mi preoccupa è di avere gambe e macchina fotografica cariche per scoprire gli scorci del posto che sto visitando. Un'altra di quelle cose che proprio non mi appartiene è fare drammi. La canottiera Cayenne (bellissimo colore) aderente che con questa gonna ci stava tanto bene l'hai dimenticata a casa? Bene te ne fai una ragione e la fai diventare un vestito. Chiariamo, non ho inventato davvero niente di nuovo, e la cintura annodata sopra le camicie la uso spesso, ma a volte mi piace solo ricordare che spesso le idee vincenti si abbracciano secondo esigenza, con pochi mezzi e spirito di adattamento. Una delle cose migliori che mi ha insegnato la Repubblica Dominicana, la vita in generale ed il design. Outfit e morale sono rimasti su; in fondo come diceva quel tale:  "basta che funzioni"... 









Location: Cocotal golf - Bavaro, Punta Cana.
Skirt/dress: vintage brandless (better, stolen from my mother's closet)
Animalier print ballerinas: Zara

lunedì 3 marzo 2014

White shirt is a state of soul


Yes I know that probably the best way to say it would be "state of mind", but hey I'm italian, and you know that we usually have a word for every single feeling (pretty proud of that I have to admit it), we make it complex, speak about it a whole dinner trying to turn it into not complicated. Result? Everybody drunk. Wine and Words, two good W's.

Siamo italiani e la proporzione del nostro linguaggio è basata su : 1 emozione = 1 parola (cosa che mi rende orgogliosa devo ammetterlo), viviamo per discorso complesso e ci parliamo sopra cene intere, organizzando interi simposi per arrivare alla verità del verbo cercando di non renderlo complicato. Risultato? Tutti ubriachi. Vino e parole, ottimi amici..



Soul is one of those words that I like most, but not only for its meaning but because for me represents the essence, the core of things, a personal blank space to be drawn. Plus, it sounds good. I had some drama classes years ago, and one of the most spectacular and at the same scary experience was the maschera neutra, a white mask you had to wear and choose to be everything or nothing in a frame.

Anima è una di quelle parole che preferisco, non solo per il suo significato, ma perchè per me rappresenta l'essenza, il nòcciolo delle cose, un personale spazio bianco da essere disegnato. In più suona bene. Ho fatto teatro qualche anno fa, ed una delle esperienze più spettacolari ma allo stesso tempo spaventose è stata la maschera neutra, una maschera bianca da indossare e scegliere di essere tutto o niente in un frame.





I have assigned this feeling, since then and for some reason into a white shirt, that for me is the essence of the closet, an item that can't be missed, safe harbor of doubts, that piece that for the exhausting series of "I ain't got nothing to wear" saves you from schizofrenia. The simplicity, the white canvas where you can play with thousand of blings, foulards, pins... Or just tied up in a knot with a basic underwear tee. If the shirt was a place that would be in the state of the soul, PO Box to be defined.

Questa sensazione, da allora e per qualche motivo l'ho assegnata alla camicia bianca, che per me è l'essenza del guardaroba, un capo che non può mancare, porto sicuro del dubbio, quel pezzo che per sfinimento del rosario "Non ho niente da mettermi" si fa amare senza troppi complimenti. La semplicità, la tela bianca dove divertirsi con mille collane, un foulard, spille...Oppure semplicemente annodata con sotto una semplicissima canottiera. Se la camicia fosse un posto sarebbe nello stato dell'anima, codice postale da definire.



Shirt: Zara
Bag: Balenciaga classic city gris glacé
Très Bien camouflage cap
Shoes: JeBa ballerinas
Jeans: TFR

Bracelet: Tiffany Atlas collection