venerdì 7 febbraio 2014

Ode to the rooftop (designer)


I always thought there was something very charming about rooftops. Stage of perfect hiding places, secret loves, not premeditated suicides, new years beginning, free platforms of thoughts, best friends matched with glass of wine, maybe a cigarette, which for some reason smoked over a certain number of feet from the ground you always pull a puff longer, as to fill the height. The roof is on fire.

Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di molto affascinante riguardo i tetti. Palcoscenico di nascondigli perfetti, amori segreti, suicidi non premeditati, inizi di anno, piattaforme libere di pensieri, migliori compagni di un calice di vino, magari di una sigaretta, che chissà per quale motivo, fumata sopra un determinato numero di metri da terra ti fa sempre tirare una boccata più lunga, come a colmare l'altezza. Il tetto va in fiamme.




And yet shelters of hysteric times, of stupid jokes, some desperate New York musician who stressed out by the screams of the neighboring mounts his drums (sure in the movies it never rains on the roofs, unless you want your protagonist to get bronchopneumonia or win the miss wet t-shirt competition).


E ancora rifugi di crisi isteriche, di scherzi idioti, di qualche disperato musicista newyorkese che stressato dalle urla della vicina monta la sua intera batteria (chiaro nei film sui tetti non piove mai, a meno che non si voglia far prendere alla protagonista una broncopolmonite o farle vincere il torneo di Miss maglietta bagnata).




There are countless situations that come to mind when thinking about roofs, not least the private cocktails, concerts, colorful sets in motion played by the dry bed sheets, with that scent of pureness, workers eating a sandwich at lunch break time. The stars, the stars seen from the rooftops always work if you don't have by the hand your private collection of butterflies (if you know what I mean).

Ci sono infinite situazioni che mi vengono in mente pensando ai tetti, non da meno le feste private, i concerti, le scenografie colorate in movimento delle lenzuola asciutte, con quel profumo di puro, gli operai che divorano un panino nell'ora di pausa. Le stelle, le stelle viste dai tetti funzionano sempre se non si avesse sottomano la collezione di farfalle.



And last but not least, the events of the Salone del Mobile, the only days of the year when we remember the rooftops of Milan, while walking on tons of fliers (design carpet) with our head up along the crowded streets. Speaking about design is strange that nowadays, with the amount of masters invented there is not even one dedicated to the career of designer rooftop, let's say an expert on heights, a sky trader... At least someone that gives us a certificate of good and healthy dremers in the clouds behavior, more than a value it's a right of occurrence.

E non per ultimi, gli eventi del Salone del Mobile, gli unici giorni dell'anno in cui ci si ricorda dei tetti milanesi, mentre si passeggia sopra quintali di volantini (il design carpet) con il naso all'insù lungo le strade affollate. A proposito di design è strano che oggigiorno, con la quantità di corsi inventati non ce ne sia uno dedicato alla carriera di rooftop designer, chessò un'esperto di altezze, un calpestatore di cielo... Almeno che ci diano un attestato di buona e sana condotta di sognatori tra le nuvole, più che un merito è un diritto di occorrenza.


Dress and bag: Zara
Shoes: JeBa ballerinas
Necklace: Tiffany key
Rings: Tiiffany Atlas collection - H&M
Elephant necklace: Accesorize