mercoledì 19 febbraio 2014

How loud is worth screaming?


In this part of the world we always refer our attention to Columbus, the man who opened the doors of the sea to reach the shores of Santo Domingo and baptize it as the new one. From the monuments related to this city there are at least three dedicated to him, including the Columbus lighthouse (faro a Colòn), The museum of the royal house (Museo de las casas reales), and the Alcazar, where he lived and had his goverment .

In questa parte di mondo si fa sempre riferimento a Colombo, l'uomo che aprì le porte del mare per arrivare fino alle rive di Santo Domingo e battezzarlo come il nuovo. Dei monumenti legati a questa città ne ricordo almeno tre  a lui dedicate, tra cui il faro a Colòn, Il museo della casa reale, e l'Alcazar dove egli stesso risiedeva e governava.



A legend, the brave. Except that on the other side of the coin his son Diego tried to cover up public complaints of a dominican brother, Antonio de Montesino, who protested against the condition of the Indians and the inhuman treatment received by the colonists, all forms of enslavement and oppression of the indigenous peoples of America.

Un mito, il coraggioso. Se non fosse che a rovinare la reputazione del magnifico conquistador ci pensò suo figlio Diego che cercò di insabbiare le denunce pubbliche di un frate domenicano, tale Antonio de Montesino, il quale protestò contro la condizione degli indios e del trattamento disumano ricevuto da parte dei coloni, tutte le forme di riduzione in schiavitù e l’oppressione dei popoli indigeni delle Americhe.




In 1982 in his honor, this monument was built by the hand of the Mexican sculptor AntonioCastellanos, who immortalized the monk shouting way sea, in the direction of Spain to preach his protest. Opera that should remember all the Dominican and American people the first act of defense for human rights to, but unfortunately in facts is one of those figures remembered just when your car is speeding along the malecòn for a weekend out town. Consider that I couldn’t even find the name of the architect who designed the "square" which hosts it. Abandoned, shabby and really bad sponsored... A voice 500 years far with a feeble echo. Shame. How loud is worth screaming against a right?

Nel 1982, in suo onore, venne edificata questo monumento per mano dello scultore messicano AntonioCastellanos che immortalò il frate mentre grida verso il mare, in direzione della Spagna il suo sermone di protesta. Opera che dovrebbe ricordare i primo atto di difesa per i diritti umani a tutto il popolo americano e dominicano, ed invece purtroppo è rimasto una di quelle figure delle quali ci si ricorda quando si costeggia con la macchina il lungo mare per andare al porto o per un week end fuori città. Basti pensare che non sono riuscita a trovare nemmeno il nome dell'architetto che ha progettato la "piazza" che lo ospita. Deserta, sciatta, a promozione zero... Una voce lontana 500 anni della quale ne è rimasto solo un flebile eco. Peccato. A fronte di un diritto quanto forte vale la pena gridare?









Total look: Zara
Hat: Piacere limited edition
Bag: Chanel mini Flap (borrowed from my friend Grazia)
Pendant 30' style: Accesorize

Rings: black net / and metal - H&M

venerdì 7 febbraio 2014

Ode to the rooftop (designer)


I always thought there was something very charming about rooftops. Stage of perfect hiding places, secret loves, not premeditated suicides, new years beginning, free platforms of thoughts, best friends matched with glass of wine, maybe a cigarette, which for some reason smoked over a certain number of feet from the ground you always pull a puff longer, as to fill the height. The roof is on fire.

Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di molto affascinante riguardo i tetti. Palcoscenico di nascondigli perfetti, amori segreti, suicidi non premeditati, inizi di anno, piattaforme libere di pensieri, migliori compagni di un calice di vino, magari di una sigaretta, che chissà per quale motivo, fumata sopra un determinato numero di metri da terra ti fa sempre tirare una boccata più lunga, come a colmare l'altezza. Il tetto va in fiamme.




And yet shelters of hysteric times, of stupid jokes, some desperate New York musician who stressed out by the screams of the neighboring mounts his drums (sure in the movies it never rains on the roofs, unless you want your protagonist to get bronchopneumonia or win the miss wet t-shirt competition).


E ancora rifugi di crisi isteriche, di scherzi idioti, di qualche disperato musicista newyorkese che stressato dalle urla della vicina monta la sua intera batteria (chiaro nei film sui tetti non piove mai, a meno che non si voglia far prendere alla protagonista una broncopolmonite o farle vincere il torneo di Miss maglietta bagnata).




There are countless situations that come to mind when thinking about roofs, not least the private cocktails, concerts, colorful sets in motion played by the dry bed sheets, with that scent of pureness, workers eating a sandwich at lunch break time. The stars, the stars seen from the rooftops always work if you don't have by the hand your private collection of butterflies (if you know what I mean).

Ci sono infinite situazioni che mi vengono in mente pensando ai tetti, non da meno le feste private, i concerti, le scenografie colorate in movimento delle lenzuola asciutte, con quel profumo di puro, gli operai che divorano un panino nell'ora di pausa. Le stelle, le stelle viste dai tetti funzionano sempre se non si avesse sottomano la collezione di farfalle.



And last but not least, the events of the Salone del Mobile, the only days of the year when we remember the rooftops of Milan, while walking on tons of fliers (design carpet) with our head up along the crowded streets. Speaking about design is strange that nowadays, with the amount of masters invented there is not even one dedicated to the career of designer rooftop, let's say an expert on heights, a sky trader... At least someone that gives us a certificate of good and healthy dremers in the clouds behavior, more than a value it's a right of occurrence.

E non per ultimi, gli eventi del Salone del Mobile, gli unici giorni dell'anno in cui ci si ricorda dei tetti milanesi, mentre si passeggia sopra quintali di volantini (il design carpet) con il naso all'insù lungo le strade affollate. A proposito di design è strano che oggigiorno, con la quantità di corsi inventati non ce ne sia uno dedicato alla carriera di rooftop designer, chessò un'esperto di altezze, un calpestatore di cielo... Almeno che ci diano un attestato di buona e sana condotta di sognatori tra le nuvole, più che un merito è un diritto di occorrenza.


Dress and bag: Zara
Shoes: JeBa ballerinas
Necklace: Tiffany key
Rings: Tiiffany Atlas collection - H&M
Elephant necklace: Accesorize