venerdì 20 dicembre 2013

Hangout like the Jetsons


Watching the Dubai pictures, I couldn't help feeling a kind of buzzing sound in the head, that each photo was telling me: "you have already seen it, this is familiar ..."Sure ... The Jetsons! I remembered that when I was a kid, one of the series I loved more (beyond dexter's laboratory) were them; the family of future galaxy habitants with clear reference to the 70es (period that I love speaking about fashion and design), hair, furniture and edge shapes. Anyway, much of the architecture of Dubai brought me back at the time when I dreamed about the futuristic Jetsons style houses (also about Judy's micro cropped tops), starting from the subways entrances, the mega airport, a huge spaceship itself, followed by the tunnel equipped with tapis roulants that connect directly with all shopping malls, which in fact are one of its main attractions, and the city buildings. Real core and center of meetings and gravitational centers for residents and tourists, equipped with restaurants, areas of recharge for smartphones and tablets, and sports centers (unnecessary to remember the ice skating rink and skiing), not much different from the worldwide concept we're getting adapted to, with a small detail: the areas are huge and the stores list are really endless on the info boards places in every entrance. Many of the internal architectures are carefully edited, I appreciated how they were combined minimalist style stores with a local spirit: reconstructions of souks, evocative fountains and giant aquariums. Unlike what I had imagined, the emirates do have a strong weakness for complex shapes, but in their own way they manage them to make them synthetic. Below I have posted some of the photos that I hope will give you the idea.


Riguardando le foto di Dubai, non ho potuto fare a meno di sentire una sorta di ronzìo nella testa, che ad ogni immagine mi diceva: "questo l'hai già visto, questo ti è familiare...", un po' come la famosa cosa "sulla punta della lingua". Ma certo... I Jetsons! Mi sono ricordata che da bambina uno delle serie che amavo più guardare (oltre al laboratorio di dexter) erano proprio loro; la famiglia di futuri abitanti delle galassie con chiaro rimando agli anni '70 (periodo che tra l'altro amo moltissimo, sia per quanto riguarda la moda che il design), capelli, arredo e forme spigolose. Comunque per tornare a noi, molto dell'architettura di Dubai mi ha riportato indietro a quando fantasticavo sulle case futuribili stile Jetsons (un po' anche ai micro top di Judy), partendo dagli ingressi delle metropolitane, al mega areoporto, un'enorme navicella spaziale di per sé, per proseguire con i tunnel muniti di tapis roulant che si collegano direttamente con tutti i centri commerciali, che di fatto sono una delle sue principali attrazioni e gli edifici della città. Veri e propri nuclei di ritrovo e centri gravitazionali per gli abitanti e turisti, attrezzatissimi di ristoranti, aree di ricariche per gli smartphone e tablet, e centri sportivi (ormai è inutile ricordare la pista di pattinaggio sul ghiaccio e quella da sci), non molto diversi dal concetto al quale il mondo in generale si sta adattando, con un piccolo dettaglio: le aree sono enormi e i negozi contano una lista davvero infinita nei tabelloni orientativi posti lungo tutti gli ingressi. Molte delle architetture interne sono attentamente curate, ho apprezzato come sono stati accostati i negozi in stile minimale con uno spirito locale: ricostruzioni di souk, fontane suggestive e giganteschi acquari. A differenza di quello che mi ero immaginata, gli emirati hanno sì un forte debole per le forme complesse, ma a loro modo riescono comunque a renderle sintetiche. Qui sotto ho postato un po' delle foto che spero rendano l' idea.