lunedì 30 dicembre 2013

Casa Bonita and beyond

It was so long since I wanted to visit the area south of the Dominican Republic. In truth I went there many years ago, and for many I mean first of the dolls era, then I won't specify, I'll just say "too much ". The stop over were Barahona , Bahía de las Aguilas (Bay of the Eagles) and all we wanted to do ( in the package there was getting flatted a couple of times, forget about some beach towels... But all in the complete mood of the word holiday, so stressless).

Era da molto che volevo visitare la zona sud della Repubblica Dominicana. In verità sono stata molti anni fa, e per molti intendo l'era prima delle bambole, quindi senza specificare userò solo il "troppo". Le tappe previste erano Barahona, Bahìa de Las Aguilas (Baia delle aquile) e tutto quello che ci va di fare (nel pacchetto c'è stato il bucare un paio di volte, dimenticare in giro qualche asciugamano...Ma tutto nella massima tranquillità della parola vacanza e quindi stress zero.



We only had one appointment with friends who have a gorgeous home in Ciénaga, in the province of Barahona (I' ll post more pics) where we were hosted for a couple of nights. There really are so many things you can do on this island, and among these, if you pass by these areas you must visit to Casa Bonita, a small lodge, with an organic restaurant created in the 70s by the Schiffino's family. The atmosphere, as well as the view is magnificent and the maximum tranquility, so as not to be able to do the 100 photos that I had in mind for the "guests privacy", I was politely told. So I just have a couple of pictures facing the mountains, and for the others you'll have to peek at the site, or watch a video on my facebook profile. Towards the late afternoon we reached our friends and made ​​two small visits down into the Rio Los Patos and the beach of Cienaga.

Unico appuntamento quello con amici che hanno una casa stupenda a Ciénaga, nella provincia di Barahona (posterò qualche foto piu' avanti) dove ci hanno ospitato per un paio di notti. Ci sono davvero moltissime cose che potete fare in quest'isola, e tra queste, se passate da queste zone è una visita a Casa Bonita, un piccolo lodge, con annesso ristorante orgànico creato negli anni '70 dalla famiglia Schiffino. L'atmosfera, così come la vista è magnifica e la tranquillità massima; tanto da non essere riuscita a fare le 100 foto che avevo in mente per la "privacy degli ospiti", così mi è stato gentilmente detto. Quindi solo un paio di foto rivolta verso le montagne, e per le altre dovrete sbirciare il sito, oppure guardare un video sul mio profilo facebook. Verso il tardo pomeriggio abbiamo raggiunto i nostri amici e fatto due piccole visite verso il rìo Los Patos e la spiaggia di Ciénaga.














mercoledì 25 dicembre 2013

Ops, I think I've just killed Santa.


And so, once again Christmas has arrived. With all the rites more or less pleasant that can turn around these holidays: stress of gifts, tree decorating (with the drama about the lights explosion),  lunch/dinner  prepairing as if it were the last one and tomorrow the Earth will live an episode of apocalypse now or the glaciers melt or even aliens invading our homes depriving us by refrigerators ...(well I think you’ve got it, a lot of stuff), hours spent calling friends and relatives for the best wishes, the choice of dress with its connected question: booties to be comfy or "I will suffer heels formula" but it can be done.

E così, anche questo giro natale è arrivato. Con tutti i riti piu’ o meno piacevoli che possono girare intorno a queste feste:  stress del regalo, decorazione dell’albero (con relativo dramma delle lucine che si fulminano), preparazioni  della cena /pranzo sempre come se fosse l’ultima e domani la terra subisse un episodio di apocalypse now o i ghiacciai si sciogliessero o ancora gli alieni invadessero le nostre case privandoci dei frigoriferi...(insomma avete capito, un sacco di roba), le ore passate a chiamare amici e parenti per gli auguri, la scelta del vestito con relativo quesito: scarpe basse vado sicura o la formula "soffriro’ ma si puo’ fare".





And then I him: Santa Claus. Best friend of Christmas gadgets, daydream of children behind the sofa waiting for his arrival, bulky suit for the relative who lays itself to the play the tired walk, of who brought gifts around the world. And then what? The next day everything inside the magic box; hat, beard and belly, along with Panettone and some good purpose.

E poi ce lui: Babbo Natale. Amico dei gadget natalizi, sogno ad occhi aperti di bambini dietro al divano che aspettano il suo arrivo, ingombrante vestito per il sorteggiato parente che si presta alla camminata affaticata di chi, giustamente è stanco di avere portato i regali in tutto il mondo. E poi? Il giorno dopo tutto dentro la scatola magica; cappello, barba e pancia, insieme ai panettoni, qualche buon proposito.





Yet Santa, I still do believe you and I wait for you again next year. Oh and remember to bring that Boy Chanel I was talking about in the letter, and do not say that you haven’t seen it well, because I know you went for laser  surgery ;) Merry Christmas.

Eppure Babbo, io a te credo e ti aspetto anche l’anno prossimo. Ah e ricordati di portarmi quella Boy Chanel di cui parlavo nella lettera, e non dire che non hai visto bene, perchè so che hai fatto il laser ;) Buon Natale.


I was wearing:

Top (vintage) Dolce e Gabbana Jeans
Shorts and Blazer: Zara
Chanel mini Flap (borrowed from my friend Grazia, thanks)
Shoes: Trabattoni  heels / Top shop booties
Hat: & Other Stories
Necklace: Tiffany key

martedì 24 dicembre 2013

Christmas is for giving



An with this more than good excuse, today like every year we have filled our cars with groceries on the way to the community "Los Botados" and "La Cola" (about an hour from the capital, Santo Domingo) as a Christmas present. And they? They are the nearest future of this area by searching for their financial independence by selling local and handmade products. Last year, the majority of the production was made by pictures and cups, while the kids this year, together with the teachers of the primary school began a small distribution of organic cocoa, which is great, because is something that the entire district is rich of. Do you remember last year?

E con questa piu' che buona scusa, oggi come tutti gli anni abbiamo riempito le nostre macchine di generi alimentari, in cammino verso le comunita' de "Los Botados" e "La Cola" (all'incirca un'ora dalla capitale, Santo Domingo) come regalo di natale. E loro? Loro sono il vicinissimo futuro di quest'area che sta nel corso del tempo trovando la propria autonomia economica con la vendita di prodotti e manufatti locali. L'anno scorso la maggior parte della produzione era stata fatta da quadri e tazze, mentre quest'anno i ragazzi, insieme agli insegnanti delle scuole primarie hanno avviato una piccola distribuzione di cacao organico, di cui l'intero distretto e' molto ricca. Vi ricordate l'anno scorso?







venerdì 20 dicembre 2013

Hangout like the Jetsons


Watching the Dubai pictures, I couldn't help feeling a kind of buzzing sound in the head, that each photo was telling me: "you have already seen it, this is familiar ..."Sure ... The Jetsons! I remembered that when I was a kid, one of the series I loved more (beyond dexter's laboratory) were them; the family of future galaxy habitants with clear reference to the 70es (period that I love speaking about fashion and design), hair, furniture and edge shapes. Anyway, much of the architecture of Dubai brought me back at the time when I dreamed about the futuristic Jetsons style houses (also about Judy's micro cropped tops), starting from the subways entrances, the mega airport, a huge spaceship itself, followed by the tunnel equipped with tapis roulants that connect directly with all shopping malls, which in fact are one of its main attractions, and the city buildings. Real core and center of meetings and gravitational centers for residents and tourists, equipped with restaurants, areas of recharge for smartphones and tablets, and sports centers (unnecessary to remember the ice skating rink and skiing), not much different from the worldwide concept we're getting adapted to, with a small detail: the areas are huge and the stores list are really endless on the info boards places in every entrance. Many of the internal architectures are carefully edited, I appreciated how they were combined minimalist style stores with a local spirit: reconstructions of souks, evocative fountains and giant aquariums. Unlike what I had imagined, the emirates do have a strong weakness for complex shapes, but in their own way they manage them to make them synthetic. Below I have posted some of the photos that I hope will give you the idea.


Riguardando le foto di Dubai, non ho potuto fare a meno di sentire una sorta di ronzìo nella testa, che ad ogni immagine mi diceva: "questo l'hai già visto, questo ti è familiare...", un po' come la famosa cosa "sulla punta della lingua". Ma certo... I Jetsons! Mi sono ricordata che da bambina uno delle serie che amavo più guardare (oltre al laboratorio di dexter) erano proprio loro; la famiglia di futuri abitanti delle galassie con chiaro rimando agli anni '70 (periodo che tra l'altro amo moltissimo, sia per quanto riguarda la moda che il design), capelli, arredo e forme spigolose. Comunque per tornare a noi, molto dell'architettura di Dubai mi ha riportato indietro a quando fantasticavo sulle case futuribili stile Jetsons (un po' anche ai micro top di Judy), partendo dagli ingressi delle metropolitane, al mega areoporto, un'enorme navicella spaziale di per sé, per proseguire con i tunnel muniti di tapis roulant che si collegano direttamente con tutti i centri commerciali, che di fatto sono una delle sue principali attrazioni e gli edifici della città. Veri e propri nuclei di ritrovo e centri gravitazionali per gli abitanti e turisti, attrezzatissimi di ristoranti, aree di ricariche per gli smartphone e tablet, e centri sportivi (ormai è inutile ricordare la pista di pattinaggio sul ghiaccio e quella da sci), non molto diversi dal concetto al quale il mondo in generale si sta adattando, con un piccolo dettaglio: le aree sono enormi e i negozi contano una lista davvero infinita nei tabelloni orientativi posti lungo tutti gli ingressi. Molte delle architetture interne sono attentamente curate, ho apprezzato come sono stati accostati i negozi in stile minimale con uno spirito locale: ricostruzioni di souk, fontane suggestive e giganteschi acquari. A differenza di quello che mi ero immaginata, gli emirati hanno sì un forte debole per le forme complesse, ma a loro modo riescono comunque a renderle sintetiche. Qui sotto ho postato un po' delle foto che spero rendano l' idea.

 















mercoledì 11 dicembre 2013

Jumeirah beach (between a blanket of stars and a carpet of neon)

 
The best thing when you travel by yourself? The pleasure of getting lost. The worst? Selfies. And I'm talking about those embarassing scenes where you realize that to find the right light to shoot and you're doing the third lap on yourself, with your arm raised as if you have in your hand the Royal scepter of Star wars, until someone approaches you with caution (thinking "maybe she's nuts") and offers to save you from the vain duty.
 
La cosa migliore quando viaggi da solo? Il piacere di perdersi. La peggiore? Gli autoscatti. E parlo proprio di alcune scene imbarazzanti dove ti rendi conto che per cercare l'inquadratura e la luce giusta stai facendo il terzo giro su te stesso, con il braccio alzato come se avessi in mano uno scettro reale di Guerre stellari, fino a quando qualcuno si avvicina con cautela (pensando "magari e' fuori davvero') e si offre di risparmiarti il vanitoso compito.
 

Fortunately, the day that I decided to visit the Jumeirah Beach, I was accompanied by arch. Chuloh Jung, Professor at the American University of science and technology Dubai Ajman. It was a really fun and cool meeting; I was impressed by the passion of the work and projects that is carrying on with his students, that they adore, among other things. He also has several collaborations really remarkable in his curriculum. He is a truly easy going person, I was surprised, it's something hard to meet every day. Great Job Chuloh!
 
Per fortuna il giorno in cui sono stata a visitare la JumeirahBeach, sono stata accompagnata dall'arch. Chuloh Jung, professore di architettura all'università di scienza e tecnologia americana Ajman Dubai. E' stato un incontro divertente e piacevolissimo; sono rimasta impressionata dalla passione del lavoro e dei progetti che sta portando avanti con i suoi studenti, che tra le altre cose lo adorano. Ha inoltre delle collaborazioni di livello internazionale davvero notevoli nel suo curriculum. Mi ha colpito molto il suo fare alla mano, qualcosa difficile da incontrare tutti i giorni. Grande Chuloh!
 

 
 
 
Without praying him too much he helped me to take these pictures on the beach of Jumeirah, just "next" at the Burj Al Arab. Dubai stands for Burj Al Arab like the Tour Eiffel stands for Paris. Certainly one of the icons and mecca for flashes, this impressive 7 star architecture, is one of the most luxurious hotels and golden palace for the lucky guests. Also a great place to have a meeting with a customer is Uptown, the 24th floor bar terrace of the adjacent Jumeirah beach hotel. Without a doubt breathtaking to stand in the middle between a blanket of stars and a carpet of neon.
 
Senza che lo pregassi mi ha aiutata a scattare queste foto sulla spiaggia di Jumeirah, proprio "accanto" al Burj Al Arab. Dubai sta al Burj Al Arab con la Tour Eiffel sta a parigi. Di certo una delle icone e mecca per i flash, questa imponente architettura a 7 stelle meglio ricordata come "la vela" è una degli hotel più lussuosi e meta dorata per i fortunati turisti che vi soggiornano. Altrettanto ideale per incontrarsi con un cliente è il bar Uptown, al 24° piano della terrazza dell' adiacente hotel Jumeirah beach. Indubbiamente mozzafiato stare nel mezzo tra una coperta di stelle ed un tappeto di neon.
 
 
 
 
But the tour "Save the tourist from selfies and make him happy " did not end with the happy hour. In the list, the last tourist destination was missing: the water games from the the Dubai fountain, that every day, every half an hour present a musical choreography made by ups and downs of water waves. Kitsch to tell the truth, (perhaps in place of Marvin Gaye I would have put Celine Dion, don't tease me, I know that you've already laughed enough on facebook :P) but its fun and for sure very scenic, especially because on the other side of the fountain there is literally "planted" the Burj Khalifa, the tallest structure ever built by man "according to Wikipedia, "officially declared its total height including spiresis 829.8 m". Well, to me it was enough: "giant".
 
Ma il tour "aiuta una turista a fare le foto e lo renderai felice" non è finito all'aperitivo, mancava nella lista turistica un'ultima meta. I giochi d'acqua che tutti i giorni, ogni mezz'ora formano delle coreografie con saliscendi di flutti d'acqua dalla Dubai fountain a ritmo di musica. Un po' kitsch a dire il vero, (magari al posto di Marvin Gaye ci avrei messo Céline Dion, non sfottete, so che vi siete fati grasse risate su facebook :P) ma a suo modo divertente e per certo molto scenografico, soprattutto perchè dalla parte opposta della fontana è letteralmente "piantato" il Burj Khalifa, "la più alta struttura mai realizzata dall'uomo" secondo Wikipedia, "ufficialmente dichiarata la sua altezza complessiva comprensiva di guglia, pari a 829.8 metri". Boh, a me è bastato constatare: "è gigante".
 


 
To make an average of heights there is the Souk Madinat Jumeirah, recently builded complex that encloses within the conception of a typical Arab architecture, with walkways and wooden ceilings, trendy restaurants overlooking the artificial lagoon canals. To make the atmosphere magical, high fashion boutiques and handcraft articles, that for a moment makes you fancy to find Aladdin over one of the many carpets exposed (obviously rising). But that's another story... Or I really was in a chapter of "The thousand and one nights"?!
 
A fare una media delle altezze il Souk Madinat Jumeirah, complesso di recente costruzione che racchiude al suo interno la concezione di una tipica architettura araba, con passaggi coperti e soffitti in legno, ristoranti alla moda con vista sui canali della laguna artificiale. Per rendere l'atmosfera più magica, le boutique d'alta moda e gli articoli di artigianato, che per un instante ti fanno immaginare di trovare Aladino sopra uno dei tanti tappeti esposti (però ovviamente il suo). Ma quella è un'altra storia...Oppure sono stata davvero in un capitolo delle "Mille e una notte"?!