lunedì 28 gennaio 2013

Borsalino I ❤ you















Borsalino Augusta
Vintage long dress
Shoes: Trabattoni Calzature
Duster: Ixos Malloni
Stockings: Calzedonia antracite
Stone ring: Ohlala Plata - Santo Domingo

"Some days ago Borsalino magazine published my contribute to this incredible brand.  http://www.borsalino.it/puoi-tenere-il-cappello-107
And it goes like this:

When I was asked if I wanted to right something about my Borsalino experience I didn’t think it twice. I’m a hat passionate from ever, living them as an elegance symbol, like objects able to complete or de-dramatize an outifit or a situation, but most of all as a personal and magical ideas container.

Insomuch as to open a blog www.thehatchaser.com where I share this passion combined with design with my work team www.ervasbasilicogirardi.it and fashion. I’m a product designer and for me the objects, those who have a story to tell are an inspiration source, most of all when who realized them did it with heart, passion and “make well”culture.

And all of this you put it in your head (in all senses) with a Borsalino, because it has a high quality production, precisely followed by 14 different steps that require approximatively three weeks of work. For generations, since 1857 the Borsalino family made of his hats a style icon, for film industry and for the daily outfits of millions of people all around the world"

So when you wear one of them you exactly know that you’re taking out a whole Italian piece of history. And if someone, with a 9 weeks ½ soundrack tells you “You can leave your hat on” maybe you should, because in my opinion life is better with a hat on. Better if it’s a Borsalino.

Qualche giorno fa Borsalino magazine ha pubblicato il mio contributo a questo incredibile brand. http://www.borsalino.it/puoi-tenere-il-cappello-107
E va così: 

"Quando mi è stato chiesto se mi andasse di scrivere della mia esperienza Borsalino non ci ho pensato due volte. Sono da sempre appassionata di cappelli; li vivo come simbolo di eleganza, come oggetti capaci di completare o sdrammatizzare un’outfit, una situazione, ma soprattutto come un personale e magico contenitore di idee.
Tanto da aprire un blog www.thehatchaser.com dove condividere questa passione unita a quella per il design insieme ad i miei soci www.ervasbasilicogirardi.it e la moda. Sono una product designer e per me gli oggetti, quelli che hanno da raccontare una storia sono fonte di ispirazione, soprattutto quando chi li ha realizzati ci ha messo cuore, passione e cultura del “fare bene”.

E con un Borsalino tutto questo te lo metti in testa (in tutti i sensi) perché ha un’alta qualità di produzione curata minuziosamente in 14 diversi processi che richiedono circa tre settimane di lavorazione. Per generazioni, dal 1857 la famiglia Borsalino ha fatto dei suoi cappelli un’icona di stile, sia per il cinema che per la quotidianità di milioni di persone in tutto il mondo.

Quindi quando ne indossate uno sapete benissimo di portare in giro un pezzo prezioso di storia tutta Italiana. E se qualcuno con un sottofondo di 9 settimane ½ dovesse dirvi “Puoi tenere il cappello” forse dovreste davvero, perché per quello che mi riguarda la vita è migliore con indosso uno. Meglio se un Borsalino."


giovedì 24 gennaio 2013

Everyday I'm shufflin' (con el Licey)



Pictures shooted going to a game of my favourite dominican baseball team "Licey" (las tigres)
with its original team game championship cap.

Foto scattate andando ad un'incontro di baseball del mio team preferito da sempre, il "Licey" (le tigri) con indosso il cappello originale del campionato.

Shorts: Zara TRF
Bag: Louis Vuitton Neverfull Monogram
Duster: Mango
Shirt: H&M
Bracelet Mix: H&M, Greek multisilver, Silicon "Peace" -bought on the streets of el Conde-
leather stars bracelet - bought in Venice-
Elephant necklace: Axxesori RD
Sunglasses: H&M

mercoledì 16 gennaio 2013

Over the green




Finally you always have to come back. Or not? In my case, I couldn't miss the 21:15 flight of the last week La Romana/ Milano Malpensa; too much projects, lots of beautiful things for this 2013, that by general feeling (or maybe some collective cheerfulness for a new calendar beginning) should be lucky. I believe in fortune, but most of all I believe in a constant effort and inventive. So: Let's work it out, here we don't have time to waste at all, passport by the hand and let's face the 5 degrees Vs the 28 C° (this point really freaks me out I have to admit it) and all the new projects for the next Salone del Mobile 2013! Down here there are some pics shooted the morning before leaving the island in Juan Dolio, in the Golf Club "Metro" residence of a friend, with one of my Borsalino, from Luisaviaroma.com bought in november. I really enjoyed the fact that I didn't have to wait summer to take it out...

Alla fine si deve sempre tornare. O no? Nel mio caso l'aereo La Romana/ Milano Malpensa delle 21:15 la scorsa settimana non potevo perderlo; troppi progetti, moltissime cose belle per questo nuovo 2013, che a sensazione generale (o forse allegria collettiva da nuova ripartenza di calendario) dovrebbe essere fortunato. Ci credo nella fortuna, ma soprattutto credo nell'impegno e ingegno costante. Quindi: Maniche su, passaporto alla mano e via per i 5 C° contro i 28 C° (questo punto mi pesa, devo ammetterlo...) che qui non si pettinano le bambole, e non si mangiano le fragole (a Santo domingo solo mango) e via verso i prossimi progetti per il prossimo Salone del Mobile 2013! Qui sotto ci sono alcune foto fatte a Juan Dolio, nel residence Golf Club "Metro" di un amico, fatte la mattina della partenza, con uno dei miei Borsalino, acquistati da Luisaviaroma.com a novembre. Speravo di non dovere aspettare l'estate per portarlo in giro...


venerdì 11 gennaio 2013

Dominicano de pura cepa (dominican pop)


la bandera
la gasolina dominicana
la guagua
Botellòn de agua
Design by Tingola.net
Juan Luis Guerra
coco de agua
rolos
Joaquín Antonio Balaguer Ricardo (September 1, 1906 – July 14, 2002)

La Güira



Pasteles en Hoja
Canela
Los tigres del Licey

It's really hard to explain what's the dominican style. It's something which you're born with, or if you have time, fortune, misfortune or just if you have enough senses and eyes open you can conquer a bite of it. I've spoken and will keep speaking about my experiences in the Dominican Republic, that I feel like my second home from 26 years. The adventure is yours, come and discover this stunning land, that with all its contraddictions continues to attract and make get back all the travellers that at least once in a life have been swallowed by this moist air. This, without many words are some of the icons that for me represent from ever this country, all those habits and images that makes you wanna say ""Soy dominicano, y de pura cepa"(I'm a dominican, pure blood)


Veramente è molto difficile dire che cos'è la dominicanità. E' qualcosa con la quale ci nasci, o se hai tempo, fortuna, sventura o solamente occhi e senso abbastanza aperti puoi conquistartene un'assaggio. Ho parlato, continuerò a farlo delle mie esperienze nella Repubblica Dominicana, che sento come seconda casa da 26 anni. L'avventura è vostra, venite a scoprire questa terra stupenda, che con tutte le sue contraddizioni continua ad attirare per poi riprendersi i viaggiatori che almeno una volta sono stati inghiottiti da quest'aria umida. Queste, senza troppe parole, sono alcune delle icone che per me rappresentano da sempre questo paese, tutte quelle abitudini e immagini che ti fanno dire "Soy dominicano, y de pura cepa" (Sono dominicano, fino al midollo/di prima qualità).





domenica 6 gennaio 2013

Ruinas de San Francisco + La Alpargateria




One of the most interesting places of Santo Domingo is the colonial Zone (I've made many post about this area), because it still has that bohémien spirit with it magnificent decandence, the colonial mood, the architecture of the small houses, the iron grills, the colmados (small bar/shops) surrounded by the yellow light when sun is coming down, the improbably coaches, and someone who still abandone hisedlf to some good evening, everything surronded by the rampants of the Alcazar and the museum of the Spanish crown (island colonials).
After revisiting the ruins of San Francisco, small but freely accessible, I had myselfa glass of wine at the Alpagateria, that takes its name by the summer shoes bringed back live by a group of Spanish guys, owners of this cosy place. A refugge, where you can stop by and read a book, drink a margarita o share a spanish tortilla, also listening to a concert, or participate at one of  the many exhibitions that this place offers to artist, or whoever has something to say and share. Highly recommended.

Uno dei luoghi piu' interessanti di Santo Domingo, e' di certo la zona coloniale (ho fatto parecchi post qui intorno), perche' mantiene quell'aria bohémien con la sua srupenda decandenza, lo spirito coloniale, le architetture delle case basse, le grate in ferro battuto, los colmados (piccoli negozietti/bar) soffusi da un giallo incandescente all'imbrunire, le piastrelle decorate, le improbabili carrozze, e chi ancora si abbandona a qualche buonasera disinteressato, il tutto tra le mura dell'Alcazar e il museo delle case reali spagnole (coloni dell'isola).
Dopo aver rifatto visita alle rovine di San Francesco, ridotte ma accessibili gratuitamente, sono stata a bere un bicchiere di vino all'Alpargateria, che prende il nome delle scarpette estive tornate alla ribalta e riportate artigianalmente in vita da un gruppo di spagnoli, proprietari di questo accogliente locale. Un rifugio, dove puoi fermarti a leggere un libro, sorseggiare un margarita, condividere una tortilla spagnola, approfittando per ascoltare un concerto, o partecipare ad una delle tante mostre che questo luogo offre agli artisti o a chiunque abbia qualcosa da dire e condividere. Altamente raccomandato.

La Alpargateria Dirección: Calle Salome Urena 59, Santo Domingo, República Dominicana Teléfono:+1 809-221-3158 Horario del domingo De 11:00 a 23:00 I was wearing: Cotton salopette: Magazzin'é, bought in Istanbul last summer Hat: UBI New York Bag: Louis Vuitton Neverfull Monogram