martedì 11 dicembre 2012

Chasing hats in Milan - China town


Saturday I've been in one of the hat shopping temple in Milan, and one of my favourite places: The Cappelleria Melegari, in 19 Paolo Sarpi Street (China town of Milan), that since 1914 produces and commercializes hats to privates but also wholesale for theatre foundations, dance schools, advertising and fashion agencies, publishing houses, televisions. Every time I get in that space is like being pulled back in time, where hats, caps and  shapes are soaked with the scent of the solid bench, and I wandering around every counter until they throw me out, or almost...

Sabato sono stata in uno dei tempi del hat shopping a Milano, e uno dei miei posti preferiti: La Cappelleria Melegari, in Via Paolo Sarpi 19 (la China town Milanese), che dal 1914 produce e commercializza cappelli ai privati ma anche forniture all'ingrosso per fondazioni teatrali, scuole di danza, agenzie pubblicitarie e di moda, case editrici, televisioni. Ogni volta entrare in quello spazio è come essere catapultati indietro nel tempo, dove pile di cappelli, berretti e forme, sono impregnati con il profumo del legno massello, e io girovago intorno ad ogni bancale finchè non mi cacciano, o quasi...



I had so muche fun trying on some hats realized for some cinema movies, and obviously, taken by the Futterwacken I couldn't avoid to plunge myself into the Mad Hatter hat. Remember the cheshire cat of Alice is a Melegari business: "A hat of felt is not exactly as a cat, but pretty sure at least it has 4 lives."

Mi sono divertita moltissimo a provare alcuni cappelli realizzati per alcuni spettacoli di cinema, e ovviamente presa dalla deliranza non potevo non affondare nel cilindro del Cappellaio Matto. A ricordare invece lo stregatto di Alice ci pensano i Melegari: "Un cappello di feltro, non è proprio come un gatto, ma almeno 4 vite ce le ha."



The weather was polar so I've spent a couple of hours skipping like Rocky having a match training between some food shops and a restaurant before getting to the "Mecca", with a bag wich I have a lot affection of bought in Beijing. It's made with Canvas, and the two tiny chinese figures were painted by an artisan.
Before paying I remeber that I've spent a lot of time observing entertained his pleased expression while he was measuring the color palette degree.
So, what do you think. Did I really get out empty hands? :) Stay tuned...

Il clima era polare e ho passato un paio d'ore saltarellando tipo Rocky in allenamento tra vari negozi di alimentari e una trattoria prima di raggiungere la "Mecca", insieme ad una borsa a cui sono molto
affezionata, comprata a Pechino. E' di tela, e i due omini cinesi sono stati dipinti a mano da un'artigiano.
Prima di pagare ho osservato a lungo divertita la sua espressione compiaciuta mentre osservava il grado di sfumature di colore.
Quindi, cosa pensate. Sono davvero uscita a mani vuote? :) State connessi...


Stuffed vegetables and Curry Chicken for Lunch



Sweater: Lacoste
Jeans: Zara
Jacket: Zara Trf
Scarf: bought in Istanbul
Hat: H&M
Shoes: Giako