venerdì 13 novembre 2015

Vietnam #2 Jade Emperor Pagoda

The cantonese community of the old Saigon built this pagoda in 1909 dedicated to the Jade emperor, king of heavens. The temple honors the universe and all the taoist and buddhist gods, embodied and represented by numerous statues and carved wooden panels that symbolize the struggle between the good and evil. Also very impressive characters in ceramics, especially the 12 women representing the 12 months of the year, dressed with colored vests and surrounded by children as a fertility wish. There are many altars down and upstairs always overflowed by dragon fruits, flowers and a lot of intense incense (it’s a place for local devote prayers first than a museum temple. Spectacular colors, especially the green ceramic tiles used to build the roof, the glowing yellow gold and the red magenta spots that look like they are framing the entrance courtyard, shaded by many tall trees and shrines dedicated to the sacred turtles that in Vietnam are a wisdom and good luck symbols. The building is not that easy to find so you better don’t improvise and reach the place from the backpackers area or catch a cab from Ben Than Market (around 3 €).

La comunità cantonese della vecchia Saigon nel 1909 costruì questa pagoda dedicata all’imperatore di Giada, il re dei cieli. Il tempio onora l’universo ed in particolar modo tutti gli dei taoisti e buddisti, incarnati e raffigurati da numerose statue e pannelli scolpiti in legno che simboleggiano la lotta tra il bene ed il male. Molto suggestivi anche i personaggi in ceramica, soprattutto le 12 donne, rappresentanti i 12 mesi dell’anno, abbigliate con vesti colorate e contornate da bambini come auspicio di fertilità. I vari altari che si erigono sia al piano inferiore che quello superiore sono sempre generosamente strabordanti di frutti del dragone e frutta in genere, fiori, bevande e molto incenso (è una luogo di preghiera prima di essere un museo/tempio frequentato soprattutto dai locali devoti). Degni di nota gli spettacolari colori, in particolar modo i verdi delle piastrelle in ceramica usate per costruire il tetto, l’uso sapiente dei giallo oro e la magnificenza dei rosso magenta che sembrano fare da cornice al cortile esterno, ombreggiato da numerosi alberi alti e santuari dedicati alle tartarughe sacre, che in Vietnam sono un simbolo di saggezza e buon augurio. L’edificio è leggermente distante dal centro e non particolarmente facile da trovare. Non improvvisate. E’ raggiungibile a piedi dalla zona dei backpackers oppure prendendo un taxi dal mercato di Ben Thanh (intorno ai 3 €).




7:00am - 6:00pm

venerdì 23 ottobre 2015

Vietnam #1 Ho Chi Minh museum

I’d be a liar if I had to say that my Vietnam travel was unforgettable. The expectations that I had to this battled country, speaking in all senses, walked into my head bringing me into a world where the old turns into an antique shape and pollution becomes an exotic fragrance… You know what I mean?

For better or for worse I expected to find a strong identity community, something that I search for in every culture far from mine. With hunger, I want to see, I want to understand… Well no, not here. I guess what I was expecting was China, or what it  represents to me. Grand, strength. In facts they are look alike countries only by a geographic boundary. Almost everything that captured my attention during three weeks of travel, from Ho Chi Minh City (old Saigon) to Hanoi passing through Da Nang, had something French or Chinese.

Mentirei se dovessi dire che il mio viaggio in Vietnam è stato indimenticabile. Le aspettative che avevo verso questo paese combattuto, in tutti i sensi, camminavano nella mia testa portandomi in un mondo dove idealmente il vecchio prende la forma di antico e l'inquinamento diventa aria esotica.

Mi aspettavo nel bene o nel male di trovare un popolo dalla forte identità, cosa che ricerco ed osservo affamatamente in qualunque cultura a me estranea, voglio vedere, voglio capire... Non qui, no, credo di essermi aspettata la Cina, vicina solo per confine. Quasi tutto quello che ha catturato la mia attenzione durante le tre settimane di viaggio, percorse partendo da Ho Chi Minh City (ex Saigon) fino ad Hanoi, passando per Da Nang, avevano qualcosa di Cinese o Francese

Foolishly I catched a plane imagining paddies and cone hats totally forgetting about the bombs, without thinking about those near but very far 50 years ago, and I realized that I couldn’t ever understand a single thing. What I could do instead was to dive into this narrow piece of earth leaving behind all previsions and try to find beauty in every hidden corner, color, bite of street food, overcrowded street.

Stupidamente ho messo i piedi su un aereo immaginando risaie e cappelli di paglia a cono senza ricordarmi delle bombe, senza pensare ai vicini lontanissimi 50 anni fa, e ho realizzato che non avrei potuto capire niente. Ma quello che si potevo fare era tuffarmi in questo stretto pezzo di terra lasciando perdere le previsioni e inseguire la bellezza negli angoli nascosti, nei colori, bocconi di street food, stradine sovraffollate.

I also came up with one more thing. I sensed that “decadent” probably was the more suitable word to deal with into this adventure, and to be straight away faithful to the word I thought to share this pictures taken at the Ho Chi Minh City museum. Neoclassic building erected in 1886 designed by the french architect Foulhoux, dedicated to the history of Vietnam and its revolution against the French and Americans, chronicled through photographs, newspapers cut outs and war equipments.

Ho capito anche un'altra cosa. Ho intuito che "decadente" era probabilmente la parola più consona per percorrere questa avventura, e per iniziare subito ad essere fedeli alla parola ho pensato di condividere queste foto scattate nel museo di Ho Chi Minh City. Edificio costruito nel 1886  in stile neoclassico disegnato dall'architetto francese Foulhoux dedicato alla storia del Vietnam, in particolar modo alla sua ribellione contro Francesi e Americani, il tutto documentato attraverso fotografie, ritagli di giornali e attrezzi di guerra.

Certainly it’s worth to visit this charming structure especially to appreciate the architecture, the high rooms and corridors, the contrast between the cyanotic colors for the exteriors and more warm palettes for the interiors. Maybe now I know where “L’ amant” was filmed. To complete the vintage mood, aroud the patio there’s a small car exposition from the 50’es.

Be careful when you step out, better, watch your step during the whole stay in planet Vietnam. But this is another story (to be continued)…
Attenzione al fiume in piena di motorini quando uscite, anzi attenzione proprio per tutta la durata del soggiorno in suolo vietnamita. Ma questa è un'altra storia (to be continued)…

Vale la pena visitare questa incantevole struttura soprattutto per apprezzarne l'architettura, i corridoi e le stanze alte, il contrasto tra i delicati colori pastello cianotici usati per gli esterni e l’attenzione verso i colori più caldi negli interni. Forse ho capito dove è stato girato "L' amant". A completare l'opera vintage una mini esposizione di vecchie auto anni 50 nel patio (purtroppo poco curato) che costeggia tutto il perimetro del museo.

museum of ho chi minh city

65 Ly Tu Trong, District 1
Ho Chi Minh City

Mon/Sun Lun/Dom
8:00am - 5:00pm

mercoledì 9 settembre 2015

Shades of Constanza

You know, I've never been a mountain person. For me outdoor leisure, holidays, long walks have always been beaches, ports, parks, cities. I suppose that maybe is because everytime I think about heights the second thought is cold and after that snow and after that me freezing, which is not a nice picture. But you know, after this very hot summer brake some breezy air and uncontaminated environment is exactly what I need to start fresh, that is precisely what I've found coming back from my Vietnam holidays. Beautiful but really moistured and polluted (I will dedicate many posts to it). So going back in time I've found this pictures taken some months ago in Constanza, that is a gorgeous place in the region of Cibao in the Dominican Republic. It takes about 2hrs to get there by car from Santo Domingo capital, some more if you decide to catch a "carro publico" (public bus). I know that Caribbean means for many people, beaches, bikinis and cuba libre, but I assure you that there's much more to discover of this amazing island. Here you can admire the Aguas blancas falls, the Scientific reserve of Ebano, the Tetero Valley, do some rafting on the Baiguate ranch, get your eyes lost among a thousand of green shades and taste the local strawberries (distributor over all the island). Oh, and don't forget to bring over a heavy jumper, mostly in winter. Temperatures could get down until 5 C° at night, and I suppose that your havaianas won't miss you if you decide to leave them back to the beach hotel you're staying. Wise choice, believe me.

Io non sono affatto una persona da montagna. Per me, le gite fuoriporta, le vacanze, le lunghe camminate sono sempre state lungo spiagge, porti, grandi parchi, città. Suppongo sia perchè al primo pensiero delle altezze segue sempre l'immagine del freddo, della neve e di conseguenza io congelata, e non è una bella visione. Ma sapete cosa? Dopo questa caldissima estate, un po' di fresca ed incontaminata aria è esattamente quello di cui avevo bisogno per ripartire. E sono stata accontentata, perche è precisamente quello che ho trovato nell'aria settembrina di casa al rientro delle mie vacanze in Vietnam (dedicherò più avanti molti post al riguardo); bellissime, ma devo ammettere molto umide e inquinate. Quindi tornando un pò indietro nel tempo e visualizzare questa sensazione ho trovato queste foto scattate qualche mese fa a Constanza, un bellissimo posto nella regione del Cibao nella Repubblica Dominicana. Ci vogliono più o meno 2h di auto dalla capitale Santo Domingo per arrivarci, qualcosa di più se utilizzate un autobus pubblico. So che i Caraibi significa (e giustamente) per molti, spiagge, bikini e cuba libre, ma vi assicuro che c'è molto di più da scoprire in questa fantastica isola. Qui potrete ammirare le cascate Aguas blancas, la Riserva scientifica Ebano, la Valle del Tetero. Potrete fare rafting al ranch Baiguate, perdere lo sguardo lungo centinaia di verdi sfumature e gustare le fragole coltivate in serra (distribuite in tutto il paese). Ah, ricordatevi di portare un maglione pesante, soprattutto in inverno, dove le temperature notturne potrebbero toccare i 5 C°, e suppongo che le vostre havaianas non sentiranno la vostra mancanza se deciderete di lasciarle al mare, dove avete l'albergo. Saggia scelta, credetemi.